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BOLOGNA

Bologna Città della Musica UNESCO


Bologna Città
della Musica
UNESCO

La sua tradizione nella musica

La città di Bologna ha sempre avuto un ruolo molto attivo nella conservazione e nella valorizzazione dell’enorme patrimonio storico musicale conservato tra le sue mura.
La città di Bologna vanta un passato e una tradizione musicale equiparabili solo a poche altre città in Europa.
Già sede dal 1088 della celebre università del diritto, dal 1450 detiene anche di una cattedra universitaria ad lecturam musicae.
La città ha sviluppato nei secoli una tradizione musicale di straordinaria rilevanza. Tracce riguardanti la musica risalgono al Duecento, ma solo a partire dalla seconda metà del secolo XV è documentata un’attività regolare e caratterizzata.
Grazie alla cattedra universitaria riservata alla musica da papa Nicolò V, a Bologna si sedimenta il sapere dei più illustri teorici dell’epoca, protagonisti di lezioni memorabili e di accesi dibattiti.
Negli anni del dominio pontificio la città si arricchisce di numerose chiese e comunità religiose, che costituiscono la sede principale del locale consumo di musica.
Tra i secoli XV e XVI in ciascuna delle più importanti chiese cittadine si forma una cappella musicale, ovvero un corpo organizzato di musici (cantori e successivamente anche strumentisti) impiegati nel servizio liturgico e guidati da un maestro di cappella.
La più importante cappella musicale bolognese, quella della basilica di S. Petronio, viene istituita nel 1436 da papa Eugenio IV;
Il simbolo più prestigioso della Cappella è un organo tuttora funzionante, costruito attorno al 1470 da Lorenzo da Prato: il più vecchio al mondo ancora in uso.
Nell'anno 1666 il nobile Vincenzo Maria Carrati dà vita alla celeberrima Accademia Filarmonica, uno dei più importanti cenacoli musicali di tutti i tempi, nucleo propulsore dell’arte musicale bolognese, luogo di aggregazione di illustri personalità musicali provenienti da tutta Europa: tra i più fulgidi membri, Arcangelo Corelli, il Farinelli, Nicolò Jommelli, André Grétry e Wolfgang Amadeus Mozart.
Il motto dell’Accademia, “Unitate melos”1, evidenziava la volontà di creare un istituto musicale, insieme polo d’attrazione e centro d’eccellenza di portata internazionale, per tutti i più grandi musicisti italiani ed europei dell’epoca.
Oltre ad essere una delle più ambite mete professionali per i musicisti di tutta Italia, l’Accademia Filarmonica costituì un’indiscussa autorità nel campo della composizione musicale. Forniva infatti pareri tecnico-musicali anche ad istituzioni superiori, come la stessa Cappella Pontificia in Roma, per l’applicazione di decreti in materia di arte musicale e in particolare per la tecnica del contrappunto.

Bologna e la tradizione musicale

Museo della Musica

Bologna Città della Musica UNESCO (sito ufficiale)


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